Visualizzazione post con etichetta Denti di Terrarossa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Denti di Terrarossa. Mostra tutti i post

martedì 13 settembre 2011

RACCONTO FANTASTICO / EINE FANTASTISCHE GESCHICHTE

Eine fantastiche  Geschichte 1

Lo Sciliar, Schlern. A sinistra il Monte Petz, a destra, quasi alla fine dell'Altopiano il Burgstall. Al centro si riconosce con il suo classico andamento a zig zag la via dei Turisti, Touristenweg,

Da casa al piccolo parcheggio di scambio sotto il Monte Petz erano pochi colpi di pedale delle mia bicicletta. Poi occorreva prendere la funicolare verso la Stazione di base, Prossliner, e dopo un altro quarto d’ora circa a piedi ero arrivato sul luogo di lavoro. Il tragitto era corto, piacevole e soprattutto mi evitava, dopo il tragico incidente, di dover ripercorrere quei lunghi tornanti che dallo Sciliar portavano all’Alpe. Tante volte la sera, alla fine di una intensa giornata, mi piaceva sostare al Caffè Monte Petz, seduto sulla terrazza panoramica a rimirare le luci della popolosa città di Seiser Alm che brillavano fino a ridosso del Sassolungo, sovrastate dalla sua scura presenza. Vivevo nel quartiere residenziale di Sciliar, fatto di viuzze strette e case basse di legno. La mia era una di quelle vicino al Burgstall, quasi sulla punta dell’altipiano. Con me l'anziano padre, ultranovantenne, e un bimbo di 10 anni, mio figlio, che non parla. Quella mattina, la madre, mia moglie, lo aveva portato a scuola a Seiser Alm con la macchina. Già da tempo alcune voci si erano levate contro l’edificazione di case sui fianchi della montagna, realizzate in fretta senza considerare la stabilità del terreno e molto di più si disse dopo. Sta di fatto che una di queste, ancora in costruzione, crollò improvvisamente e un torrente di pietre e detriti invase la strada proprio durante il loro passaggio, travolgendoli in pieno. Una mano invisibile doveva averlo protetto, perché fra i resti irriconoscibili del mezzo lui non si era fatto che poche escoriazioni. Però da allora non aveva più proferito parola, muto con uno sguardo velato di malinconia che stringeva la mia anima in una morsa. I suoi occhi mi chiedevano continuamente: – Perché ? – ed io non ero riuscito mai a preparare un risposta convincente, né per lui né per me. A parte tutto questo, la nostra vita procedeva semplice e tranquilla, come quella di tanti in situazioni analoghe.
Eine fantastiche  Geschichte 2bis
"La popolosa città di Seiser Alm"


Eine fantastiche  Geschichte 3
"Il Burgstall"

Quella sera di inizio dell’autunno non era diversa dalle altre. Mio padre, al termine della nostra solita cenetta, si era seduto sulla sua poltrona preferita dedicandosi completamente ad una attenta lettura del giornale che avevo dianzi portato. Dopo aver rigovernato le poche stoviglie utilizzate per il desinare, ero rientrato nel salotto chiudendo alle mie spalle la porta della cucina. Il mio anziano genitore era ancora intento a leggere le notizie del quotidiano, cosa che faceva scuotendo continuamente la testa con energia. Probabilmente era contrariato dalle osservazioni contenute in qualche articolo. Ad un tratto, alzando lo sguardo sopra la mia persona, sbottò:
– Ormai non si può più vivere sotto i duemila metri ! –
– Non è del tutto vero, papà – risposi – Oggi vi sono persone che vivono a 1500 metri e molti medici affermano che a mille metri è ancora possibile abitare –
– E secondo te quelli che “vivono”, come dici te, a 1500 metri ci arrivano alla mia età ? –
– No, io non lo penso proprio –
– Ecco quindi che ho ragione !! – proseguì con un gesto di stizza – Io ho sempre vissuto a duemila metri, ma allora era una scelta, oggi è un obbligo imposto da un’umanità scellerata che ha ammalato questa nostra terra ! Ora viviamo una vita da miserabili, naufraghi dell’alta quota !! Siamo già però sulla cima dell’albero maestro, dove andremo dopo, dove andrete ? – poi, infervorandosi sempre di più – E continuano peggio di prima ! Se avessero costruito le case con un minimo di discernimento, se avessero lasciato Touristenweg così come era invece di trasformarlo in una super strada senza senso, oggi tua moglie sarebbe viva, tuo figlio parlerebbe !! –
– Papà, tu non devi parlare così – dissi abbassando il tono delle voce – non così, non davanti a lui –
Mio padre socchiuse gli occhi in silenzio, sentivo ansimare il suo petto, percepivo il turbinio delle emozioni che vorticavano furiosamente nel suo animo. Riaprì lentamente le palpebre, sbattendole più volte, riprese la conversazione con voce grave e monocorde : – Ieri ho visto una coppia di aquile volteggiare proprio sopra Rosszähne. Erano anni che non vedevo uno spettacolo simile, quello è un luogo ancora buono. Ricordati infatti che tra l’Alpe di Tires e noi c’è l’ultimo dei sentieri di montagna, che quelli lì, per ora, non possono toccare.–
Era vero, dopo i noti fatti si era costruito molto poco e quella zona era rimasta “selvaggia”, quasi come un tempo.
– Mi dicono che vi siano ancora delle marmotte, – seguitò – devi portarlo laggiù, solo i silenzi delle montagne possono guarire il suo mutismo, questa costrizione che lo attanaglia, dimmi che lo farai !! Devi promettermi che lo farai !!! -
Era rosso in viso, il corpo contratto dall’agitazione, un parossismo che poteva divenire deleterio per la sua tarda età.
– Devi stare tranquillo papà. – appoggiai delicatamente la mia fronte contro la sua accarezzandogli lentamente i capelli – Buono, non agitarti, così non aiuti nessuno e puoi farti solo del male. Tu sai che io l’ho portato da tutti gli specialisti, i migliori che ho potuto trovare sulla piazza. Sono almeno vent’anni che non ci sono più marmotte sull’Alpe, papà, non illudiamoci, non illudiamolo.–
Continuavo ad accarezzarlo teneramente e alla fine sembrò assopirsi. I lineamenti erano tornati distesi ed un sorriso fra il gioioso e il beffardo apparve sul suo volto. Dormi, sogna pure, papà, cullati nel tuo passato mio dolce bambino, fatto di vagabondaggi senza meta per le montagne, il Wanderung come tu lo chiamavi e di silenzi alpini. Lascia a noi questo presente incerto, questo futuro di poche speranze. Gli aggiustai alla meglio la copertina che aveva sulle ginocchia e mi diressi verso mio figlio, che giaceva immoto sul divano, lo sguardo rivolto al soffitto.
– Ehi, vecchio mio, vieni con me –
Lo presi per mano, lo portai di fronte al davanzale e spalancai la finestra. Subito l'aria fresca della notte irruppe nella stanza. Con un braccio gli circondai le spalle, mentre l’altro era teso verso l’oscurità.
– Ti immagini questo – gli sussurrai piano – Ti immagini questo coperto di erba ? –

FINE DELLA PRIMA PARTE

Eine fantastiche  Geschichte 5
"Dal Burgstall verso la punta dell'Altopiano"
Eine fantastiche  Geschichte 4
"Dalla terrazza panoramica del Caffè Monte Petz verso i Denti di Terrarossa, Rosszähne "

Eine fantastiche  Geschichte 6
"I contrafforti finali dell'Altopiano verso Siusi, Seis am Schlern"

lunedì 25 luglio 2011

I TRAMONTI ALLO SCILIAR / DIE SONNENUNTERGÄNGE AM SCHLERN

Tramonto 1



Dopo la nevicata di ieri che ha imbiancato lo Sciliar, Schlern,
e tutte le vette che ci circondano,
un tramonto dalle dita di rosa ha illuminato l'Alpe.


Tramonti 2 Tramonti 2bis

Tramonti 3

mercoledì 5 maggio 2010

LE CASCATE DI GHIACCIO DELL'ALPE

Cascate di ghiaccio 1

In avvicinamento alle cascate di ghiaccio sotto La Palacia, 2.351 m (fra Sassopiatto, Plattkofel e Denti di Terrarossa, Rosszähne).

La primavera a valle ormai domina incontrastata e ogni giorno avanza verso l'Alpe con il suo "alito possente che scuote la vita intera" (J. W. Goethe). Lo Sciliar, Schlern, giace ancora addormentato nel bianco e morbido abbraccio dell'inverno e tiene vivo in noi il ricordo della stagione appena trascorsa.
Durante i mesi più freddi dell'anno, uno dei passatempi che più regala scariche di adrelina pura, spettacolo e avventura è quello dell'arrampicata sulle cascate di ghiaccio, da farsi sempre in tutta sicurezza e, se del caso, con chi sia professionalmente competente. Quelle più famose da queste parti si trovano in realtà sul versante della Bulla, Pufels, che guarda la val Gardena. Cionondimeno, ve ne sono anche nel cuore dell'Alpe di Siusi, piccoline ma ricche di grande fascino.

Cascate di ghiaccio 2

La nostra magnifica "Candela" !

Alcune sono situate sotto La Palacia, alle spalle della Val Duron, e sono raggiungibili con un paio d'ore di ciaspolata partendo dal Rifugio Tirler, vicino a Saltria. In estate, una formidabile distesa di rovi rende assai arduo questo cammino che porta verso una serie di umili rigagnoli d'acqua che colano dalle pareti della montagna. La magia dell'inverno spiana la strada con la sua bianca e ricoprente sorella, trasformandoli in possenti "candele" con cui festeggiare i propri soggiorni all'Alpe. Si sale immersi nei silenzi alpini interrotti solo dal canto ritmico delle picozze che ricamano il loro manto di cristalli. Oltre la cortina di ghiaccio, nell'anima della cascata, l'acqua scorre lungo le sue infinite vie, riversandosi nel cuore che si riempe di emozione.


Un grazie a Helmut e ad Arcalpin per l'ottimo supporto prestato.


Cascate di ghiaccio 3

Un po' di attrezzatura necessaria...

Cascate di ghiaccio 5



Cascate di ghiaccio 4



Cascate di ghiaccio 6

mercoledì 19 agosto 2009

L'URLO / DER SCHREI DER NATUR

L'urlo


In cima alla forcella dei Denti di Terrarossa, Rosszähne.


...e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.


... und ich fühlte wie ein langer unendlicher Schrei duch die Natur ging


(da/von E. Munch)

lunedì 27 luglio 2009

MARMOTTE D’ALPE / MURMELTIERE DER ALPEN

marmotta 1

Questo esemplare si è fatto fotografare ieri da vicino mostrando una spavalderia che è in assoluta controtendenza con l'atteggiamento dei suoi simili !

In estate, uno dei passatempi più divertenti sull’Alpe è quello di andare a caccia di marmotte, armati, ovviamente, solo di macchina fotografica o ... di spirito di osservazione. L’habitat preferito di questi simpatici animali sono i versanti soleggiati ad elevata pendenza, caratterizzati da prateria con pietraie o massi sparsi e arbusti di rododendro e ginepro. Un luogo ideale dove iniziare questo wanderung è proprio la valle delle marmotte dietro la Capanna delle Marmotte, Murmeltier, sotto il Sassopiatto, Plattkofel, a 15 minuti di cammino dal Rifugio Zallinger. Lì è molto facile vedere sulle rocce le “sentinelle”, sempre pronte ad emettere il loro tipico fischio acuto di allarme al minimo sentore di pericolo. E’ questo il segnale che la comunità utilizza per mettersi rapidamente al sicuro.
Se ne incontrano ancora molte proseguendo fino al Rifugio del Sassopiatto, Plattkofelhütte. Da lì, sia risalendo lungo il sentiero che porta all’attacco della cima del Sassopiatto che costeggiando la montagna in direzione del Rifugio Friedrich August con buona probabilità la "caccia" continuerà ad essere particolarmente fruttuosa.
Chi si trovasse dall’altra parte dell’Alpe, per esempio ai piedi dei Denti di Terrarossa, Rosszahne, prima della forcella omonima, può incontrare questi tozzi e paffuti roditori correre su per i prati con una straordinaria velocità ed agilità.

A coloro che non fossero sull’Alpe o comunque in alta montagna consiglio senz'altro di ascoltare almeno il Lied di Beethoven su testo di Goethe “La Marmotte” (!?), “Ich komme schon durch manches Land" (Giro già per parecchi paesi).

Ecco il testo

Ich komme schon durch manches Land,
Avec que la marmotte,
Und immer was zu essen fand,
Avec que la marmotte.

Avec que sí, avec que là,
Avec que la marmotte.

Ich hab gesehn gar manchen Herrn,
Avec que la marmotte,
der hat die Jungfrau gar zu gern,
Avec que la marmotte.

Hab' auch gesehn die Jungfer schön,
Avec que la marmotte,
die täte nach mir Kleinem sehn,
Avec que la marmotte.

Nun lasst mich nicht so geh, ihr Herrn,
Avec que la marmotte,
die Burschen essen und trinken gern,
Avec que la marmotte.


marmotta 2marmotta 3

Le sentinelle



marmotta 4