Una famiglia di stambecchi nel Parco Nazionale dello Stelvio
Incomincia a ondate, per rendere più spettrale il paesaggio dei 3000 metri. Come il sipario di un teatro, si diverte ora a nascondere ora a mostrare le scene di un immaginario spettacolo. Dapprima il Rifugio Mantova al Vioz (3545 m.), che troneggia verso la croce di vetta, poi il laghetto della Val delle Mite, un occhio alpino di smeraldo che si trova invece poco sotto di noi. Infine scende fitta, toglie ogni visibilità, ci avvolge come miele. Siamo incerti sul da farsi: ridiscendere, che si potrebbe fare, volendo, con la funivia di Pejo 3000, che in un batter d'occhio ci restituirebbe al caldo sole dei 2000 metri. Oppure attendere l'improbabile evoluzione degli eventi, che non sembra, al momento, dare speranze.
All'improvviso dalla nebbia si materializza un gruppo di stambecchi: un maschio, una femmina e due cuccioli. Decidiamo di avvicinarsi, ci controllano con sospetto, si allontanano ma non fuggono. L'amoroso inseguimento dura a lungo, a volte sembra perfino che ci aspettino con pazienza. Alla fine, risaliti su di un alto costone di roccia che ha il profilo di un volto minaccioso, scompaiono nel nulla, inghiottiti da quella nebbia che li aveva generati.
