venerdì 7 novembre 2008

NEVI

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In montagna con l'alternarsi delle stagioni si incontrano diversi tipi di neve. Mario Rigoni Stern fa un celebre elenco di nomi perduti, un tempo dati dalle sue parti.

Brüskalan; la prima neve dell’inverno, quella vera. Nevicava, nevicava, anche a ottobre e a novembre, ma la neve autunnale è una neve fiacca, flaccida, che si attacca agli scarponi. Ma quando brüskalanava era diverso. Il terreno dopo l’estate di San Martino era ben gelato e risuonava sotto le nostre scarpe chiodate con brocche e giazzini. Lo si sentiva nell’aria l’odore della prima neve: un odore pulito, leggero; più buono e grato di quello della nebbia.

Sneea; neve abbondante e leggera giù dal molino del cielo. Si andava trepidanti in soffitta a prendere gli sci e le lame, i nostri slittini monoposto. Si sciava e si slittava sulla strada che scendeva verso la piazza, sfidando la guardia comunale e le sgridate delle madri e delle nonne, che andavano a messa scivolando sulla neve indurita destinata a diventare ghiaccio vivo, che nemmeno lo spazzaneve tirato da dodici cavalli sarebbe riuscito a intaccare.

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Haapar; la sneea diventava haapar quando l’inverno stava per finire. Al sole si scioglieva in mille e mille gocce, e sotto appariva il bruno del suolo. Era in questo periodo che si sentivano le prime allodole: una mattina ti correva un brivido per la pelle ed nel cielo si levava alto loro canto.

Haarnust; questa è la neve vecchia che verso primavera, nelle ore calde, il sole ammorbidisce in superficie e che poi il freddo della notte indurisce. Neve ottima per escursioni fuori pista, da farsi nelle primissime luci dell’alba e fino alle undici del mattino, in ogni terreno e con gli sci da fondo o da alpinismo, con buona sciolina klister o pelli di foca. Ma anche a piedi quando per l’età non si deve spericolare. Allora si va con comodi scarponi leggeri sopra l’haarnust che sopporta il peso del passo senza cedere: cammini “in alto”, come sospeso, sopra pietre e buche, a livello degli apici degli alberi giovani che spuntano dalla neve verso la primavera che incomincia con l’odore della resina, e vai senza fatica, a mezz’aria.

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Swalbalasneea; la neve della rondine, la neve di marzo che è sempre puntuale nei secoli. Cade dopo che sono arrivate le rondini: a volte soffice, a volte bagnata, a volte come tormenta, o anche calma in dilatate falde. In una notte può caderne fino a un metro e allora le rondini arrivate quassù ad annunciare la primavera se ne ritornano in pianura per qualche giorno finchè l’aria umida o la pioggia o il terreno in amore non avranno sciolto la swalbalasneea.

Kuksneea; è la neve d’aprile; non sempre è presente, ma non è nemmeno rara. Sui prati che incominciano a rinverdire e dove sono fioriti i crochi non si ferma molto, perché prima ancora del sole la terra in amore la fa sciogliere. Come la swalbalasneea è la neve della rondine, la kuksneea è la neve del cuculo perché è lui, il gioioso uccello risvegliatore del bosco, che qualche volta la chiama per divertirsi quando si sfalda dai rami delle conifere: per lui che viene dall’Africa, questa cosa bianca e soffice e fredda è rara e curiosa.

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Bàchtalasneea; la neve della quaglia. Una nube che scende da nord, una ventata, un rapido abbassamento della temperatura ed ecco a maggio la bàchtalasneea. Dura solo poche ore, ma sufficienti per far paura agli uccelli nel nido, dare morte alle api sorprese fuori dall’arnia e preoccupazione alle femmine di capriolo in attesa del parto.

Kuasneea; la neve delle vacche, perché cade in estate quando queste si trovano sui pascoli delle malghe. Probabilmente quando viene giù le vacche affamate scendono urlando nei boschi e diventa difficile tenerle in mandria. Come un problema diventa fare il formaggio. Di questa neve rimane memoria e data nei nati di quei giorni: Nives, Nevino, Bianca, Nevio ...


(Da "Sentieri sotto la neve", M. Rigoni Stern)

14 commenti:

nonnatuttua ha detto...

Ecco un libro da comperare!
Come sono belli questi paragoni tra neve e animali per quell'essere gli uni condizionati dall'altra, dal suo posarsi più o meno lievemente sulla terra...
Ci sono soprattutto due immagini che trovo stupende: "la terra in amore che scioglie le nevi" e l'idea della curiosità del cuculo per qualcosa che per lui è nuova ....
Fausta

Silenzi d'Alpe ha detto...

Io consiglio di comprare tutti o quasi i suoi libri. Oggi Mario non è più in questo mondo ma viene sempre con noi in montagna perchè ci ha insegnato come amarla e rispettarla.

Princy60 ha detto...

trattato sulla neve!

Silenzi d'Alpe ha detto...

@Princy60. Beh se fossi stato una Marina, avrei fatto un trattato sulla ... nave ! Giusto ?! ciao a presto sui ns Blog

Marietto ha detto...

Interessante davvero questo post e scusa se mi ripeto veramente belle le foto. ciao
Ms

Silenzi d'Alpe ha detto...

Grazie Mario, ma il merito principale è dell'altro Mario. ciao a presto sui ns Blog

frivoloamilano ha detto...

"Sentieri sotto la neve" l'ho letto qualche anno addietro. Come spesso capita, però, con il passare del tempo nella mente non sempre resta una traccia chiara di quello che si è letto o perlomeno non ne siamo consci. Il tuo post ha fatto riemergere le belle sensazioni che quella lettura aveva suscitato e che "sotto la neve" erano sepolte.

Un saluto, grazie per la tua visita e per l'accostamento letterario.

gianpaolo ha detto...

Grazie per la vostra visita.. e molto bello il vostro blog. Ho avuto il piacere di vedere marco paolini mentre interpretava questo brano di rigoni stern. Grazie, mi avete fatto venire i brividi!

Silenzi d'Alpe ha detto...

@frivoloamilano. Se questo Post ti ha stimolato a ripensare/rileggere qualcosa di Mario, io non posso chiedere di meglio !!

ciao a presto sui ns Blog

Silenzi d'Alpe ha detto...

Gianpaolo, benvenuto in questo piccolo spazio. Su Youtube ci sono diversi video con le performances di Paolini sui testi di Rigoni Stern.

ciao a presto sui ns Blog

Francesca Vicedomini ha detto...

Vivo molto vicino ad Asiago e mi ha fatto molto piacere il ricordo di Mario. Dovrebbero essere parole in cimbro credo...

Silenzi d'Alpe ha detto...

@Francesca Vicedomini. Francesca, mi piacerebbe molto sapere se nei dialetti dalle tue parti esistono altri modi di chiamare la neve. Ciao e a presto sui ns Blog

Krilù ha detto...

Molto interessante questo post, che non avevo letto perché forse allora non ero ancora approdata sul tuo blog.
Grazie per avermi indirizzata qui.

Silenzi d'Alpe ha detto...

@Krilù. Completo dicendo che il tutto è tratto da "Sentieri sotto la neve" di Mario Rigoni Stern. Grazie a te Carla e a presto Andrea