mercoledì 22 ottobre 2008

CINQUE METRI SOPRA IL LIVELLO DEL MARE

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Ogni anno, per antica tradizione familiare, tra la fine di ottobre e i primi di novembre ci incontriamo fra le colline toscane in Maremma per raccogliere le olive. Infatti, qui possediamo una casa di campagna con annesso un piccolo uliveto. Naturalmente è anche una occasione per vedersi fra sorelle, fratelli, zii, nonni, cugini, nipoti e passare del tempo insieme lavorando nella dolce quiete della campagna. Poichè l'olio prodotto non ha nessun fine di lucro, la quantità è appena sufficiente a soddisfare i nostri fabbisogni, i metodi di raccolta possibili sono solo quelli manuali. Ad essere precisi, i sistemi sono essenzialmente due: la brucatura, che significa, come io dico, mungere con le mani ramo per ramo, e la battitura, che vuol dire appunto battere, mediante canne di bambù, gentilmente ma fermamente, le parti alte delle piante per far cadere le olive in appositi teli predisposti all'uopo. Una variante della prima tecnica, diciamo così la nostra parte "high-tech", consiste nel rimpiazzare le nude (guantate) mani con bucolici rastrellini.
A questo punto anche il più gentile e interessato lettore ai resoconti campagnoli può domandarsi che centri tutto questo con un Blog sulle montagne, sui silenzi alpini e sull'Alpe di Siusi in particolare. In effetti nulla, tranne per qualche analogia che andrò a spiegare nelle prossime righe. Un primo elemento in comune tra le montagne e gli alberi è dato dal fatto che in entrambe le situazioni ci si può arrampicare. Nel caso specifico, si utilizzano sia il free climbing che le vie attrezzate, ossia le scale. Quest'ultime è bene sempre assicurarle in cima con un cordino di sicurezza. La scivolosità dei rami degli ulivi da' luogo ad improvvisi ribaltamenti, anche a partire da posizionamenti, apparentemente, fra i più stabili (gli esperti del settore mi dicono che le piante peggiori sono quelle dei cachi, che però non ho mai provato). Comunque, cadere anche da pochi metri può risultare assai sgradevole. Occorre avere le gambe ben salde e ferme per battere, talvolta con una certa energia, i rami e far cadere le olive. Nel giardino vi è anche un albero di gelsi, che è stato il mio primo 8000 ... millimetri.

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Arrivo sul punto più alto di un ulivo con la testa che emerge da un mare di foglie che ondeggia lievemente. Sopra di me, l'azzurro del cielo è interrotto dallo sfrecciare di uno stormo di tordi. A cinque metri sul il livello del mare si possono provare emozioni non meno intense di quelle in alta quota. Ci si muove di continuo, con microspostamenti lungo le innumerevoli vie degli alberi, attraverso le loro infinite storie.
Tutto intorno si odono gli spari dei cacciatori, che questo è il periodo concesso. Le leggi li vogliono almeno a 150 metri dalle abitazioni e dalle strade, ma a me sembrano sempre molto più vicini. Ogni anno lavoro sulle cime delle piante, sperando di non fare la fine de La piccola vedetta lombarda.
Mia madre organizza i nostri bambini in una piccola squadra per raccogliere le mele nel frutteto, con l'idea sopratutto di evitare che i loro vivaci piedini sui teli producano l'olio prima del dovuto. A sera però, tre grandi ceste di mele dimostrano che la loro opera non è stata meno fruttuosa (è proprio il caso di dirlo !) della nostra.
Al terzo giorno, di buon mattino, dalle macine del frantoio appare l'oro verde. Di un colore scuro e intenso, ancora ricco in sospensione di quelle spoglie che fra un paio di settimane giaceranno immote sul fondo, per sempre.

Dati
Dislivello complessivo in salita: 5 metri
Difficoltà: EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzature ) e free climbing.
Tempo impiegato: 9,5 ore 1g / 10 ore 2g


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5 commenti:

nonnatuttua ha detto...

Davvero un racconto emozionante come quello di una ascensione sull'Alpe...
Le cime degli olivi non sono meno belle dei monti e la soddisfazione che dà la vista dell'olio nuovo non è meno grande di quella di essere arrivati su una cima nuova..
Anche qui le foto sono bellissime.... capisco che anche qui la "materia prima" è bella...ma anche il fotografo sa il fatto suo..
Che bello questo ritrovarsi tutti insieme .... sotto gli olivi!
Ora ci vuole una bella fetta di pane arrostito "stropicciato" con l'aglio.....

Silenzi d'Alpe ha detto...

Cara nonnatuttua con il tuo commento, con pregevole sintesi, hai colto quello che intendevo dire nel Post. Aggiungo una nota di colore: domenica per salutare l'arrivo del nuovo olio abbiamo fatto una grigliata dove oltre alla bruschetta di cui fai menzione, c'erano salsicce e bistecche in grande quantità, tutto innaffiato da un buon vinello toscano.

ciao e grazie Andrea

Princy60 ha detto...

bellissimi momenti legati alle tradizioni di famiglia.

nonnatuttua ha detto...

con un po' di invidia per la grigliata in famiglia!!
Fausta

Silenzi d'Alpe ha detto...

@Princy60. Io sono orgoglioso delle mie comuni ma per me straordinarie tradizioni familiari. @nonnatuttua. I lettori del mio Blog, specialmente quelli che commentano, sono la mia famiglia allargata !

ciao a presto sui ns Blog