lunedì 28 maggio 2012
mercoledì 13 aprile 2011
LABIRINTI / LABYRINTHEN
In inverno i rami spogli degli alberi sembrano radici sospese nell'aria; piante rovesciate che sprofondano i rami nelle viscere della terra, tessendo un doppio inestricabile labirinto proprio come succede nella fiaba "La foresta-radice-labirinto" del grande scrittore italiano. Si può e si deve dialogare attivamente con il Caos, dato che non è possibile cancellarlo. Questa ineliminabile sfida al labirinto, la ricerca di se stessi attraverso la realtà e viceversa, diventa così un dovere morale che dà un significato importante alla nostra vita.
"Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili". (da Lezioni americane)
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Andrea Fellegara
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lunedì 28 febbraio 2011
FEBRUARTAG
Che bella oggi è la luce
Che si spegne nella neve,
Che tenue ardore quella azzurra lontananza!
Nell'aria labili come pallide illusioni
Nuotano, come morte, le corone ramose degli alberi,
Mosse da un vento silente e leggero che risveglia
Nei sogni dei giovani la primavera
(Libera interpretazione utilizzando strofe di Februarabend e Wintertag da/von H. Hesse)
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Andrea Fellegara
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giovedì 18 marzo 2010
GEOMETRIE
conficcati nella morbida terra
che con la bianca neve si alterna
in una lunga teoria di pavimentazioni,
intrecciando geometrie e finiture preziose
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Andrea Fellegara
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mercoledì 19 novembre 2008
LE RADICI AGGROVIGLIATE DEI FAGGI
Il vento, a folate, accorse dai crinali e dalle gole nere dei monti, ove un fragore è nel fondo. Sciogliendo la sua corsa verso l’aperto, vi respiravano a quando a quando, con un lento respiro, gli abeti: o i faggi dalle radici aggrovigliate. Così dei lontani si sa tutto, ed anche i dolori. .... (da Carlo Emilio Gadda) Gli alberi sono il simbolo emblematico della capacità di resistere, di adattarsi e di superare le intemperie dell'ambiente esterno. Esprimono la sintesi dell'atto di conoscenza e quello del ricercare nella memoria perchè sanno scavare con tenacia, in silenzio, lentamente, radici solide e profonde nel ventre della terra. Per questo sono longevi e sviluppano tronchi, rami e da questi altri rami e fronde e dalle fronde le innumeri e mormoranti foglie. E ognuna ha un pensiero suo ed è nel pensiero comune. Qualche albero cade, il bosco tiene. La nostra società, smemorata e superficiale, senza le adeguate difese corre il rischio di una morte precoce.
L’atto di conoscenza ha da radicarsi nel vero, cioè in quel quid ch’è stato vivuto, e non sognato, da le genti: sì come di faggio, d’antico faggio, in ne’ cui rami superni fragorosamente, ma vanamente, lo stolto vento prorompe.
La cieca furia del vento si abbatte sulle vite degli uomini, strappando loro la salute e gli affetti più cari, con violenza estrema e anzitempo. Occorre scavare radici solide e profonde dentro noi stessi per trasformare il disordine e il dolore di questo mondo nella bellezza di una foresta di montagna.
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Andrea Fellegara
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venerdì 28 marzo 2008
LE SCULTURE DELLA NEVE / DIE SCHNEESKULPTUREN
Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
neve che cadi dall'alto e noi copri
coprici ancora,all'infinito...
Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.
(Brani di poesie da U. Saba)

