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lunedì 28 maggio 2012

LA FORZA DELLA NATURA / DIE KRAFT DER NATUR

Die Kraft der Natur 

Svelto dal suolo giace come un fuscello d'erba abbandonato in un prato;
le radici rivolte verso l'alto che dondolano e scricchiolano ad ogni brivido di vento.
Ascolto in silenzio il suo canto rauco ed angoscioso.
Così, simili, scricchioliamo entrambi
(liberamente tratto da/von H. Hesse)

mercoledì 13 aprile 2011

LABIRINTI / LABYRINTHEN

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In un saggio dei primi anni '60, "La sfida al labirinto", Calvino rappresenta la complessità del mondo reale come un apparente coacervo confuso di linee e di forme, dietro il quale si cela però un labirinto costruito con regole precise che solo un occhio paziente e capace può riconoscere. Questa suggestiva metafora fornisce una chiave di lettura diretta delle ragioni di chi pratica il wanderung, il piacere di vagare senza meta per boschi e montagne. Chi si inoltra per i pathless woods (boschi inesplorati) sa che nel groviglio intricatissimo ed inesauribile dei possibili sentieri esiste un mappa che conduce ad una via di uscita anche se "c’è sempre una parte d’amore per i labirinti in sé”, ed è perfettamente cosciente che quest'ultima non "sarà altro che il passaggio da un labirinto all'altro".
In inverno i rami spogli degli alberi sembrano radici sospese nell'aria; piante rovesciate che sprofondano i rami nelle viscere della terra, tessendo un doppio inestricabile labirinto proprio come succede nella fiaba "La foresta-radice-labirinto" del grande scrittore italiano. Si può e si deve dialogare attivamente con il Caos, dato che non è possibile cancellarlo. Questa ineliminabile sfida al labirinto, la ricerca di se stessi attraverso la realtà e viceversa, diventa così un dovere morale che dà un significato importante alla nostra vita.

"Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili". (da Lezioni americane)


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MM Lab 2
MM Lab 6


lunedì 28 febbraio 2011

FEBRUARTAG

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Che bella oggi è la luce
Che si spegne nella neve,
Che tenue ardore quella azzurra lontananza!
Nell'aria labili come pallide illusioni
Nuotano, come morte, le corone ramose degli alberi,
Mosse da un vento silente e leggero che risveglia
Nei sogni dei giovani la primavera

(Libera interpretazione utilizzando strofe di Februarabend e Wintertag da/von H. Hesse)


Close up

giovedì 18 marzo 2010

GEOMETRIE

Geometrie lr



Alberi come spilli fitti
conficcati nella morbida terra
che con la bianca neve si alterna
in una lunga teoria di pavimentazioni,
intrecciando geometrie e finiture preziose


Geomtrie 2 ter

mercoledì 19 novembre 2008

LE RADICI AGGROVIGLIATE DEI FAGGI

faggi1bis


Il vento, a folate, accorse dai crinali e dalle gole nere dei monti, ove un fragore è nel fondo. Sciogliendo la sua corsa verso l’aperto, vi respiravano a quando a quando, con un lento respiro, gli abeti: o i faggi dalle radici aggrovigliate. Così dei lontani si sa tutto, ed anche i dolori. ....
L’atto di conoscenza ha da radicarsi nel vero, cioè in quel quid ch’è stato vivuto, e non sognato, da le genti: sì come di faggio, d’antico faggio, in ne’ cui rami superni fragorosamente, ma vanamente, lo stolto vento prorompe.

(da Carlo Emilio Gadda)


Gli alberi sono il simbolo emblematico della capacità di resistere, di adattarsi e di superare le intemperie dell'ambiente esterno. Esprimono la sintesi dell'atto di conoscenza e quello del ricercare nella memoria perchè sanno scavare con tenacia, in silenzio, lentamente, radici solide e profonde nel ventre della terra. Per questo sono longevi e sviluppano tronchi, rami e da questi altri rami e fronde e dalle fronde le innumeri e mormoranti foglie. E ognuna ha un pensiero suo ed è nel pensiero comune. Qualche albero cade, il bosco tiene. La nostra società, smemorata e superficiale, senza le adeguate difese corre il rischio di una morte precoce.
La cieca furia del vento si abbatte sulle vite degli uomini, strappando loro la salute e gli affetti più cari, con violenza estrema e anzitempo. Occorre scavare radici solide e profonde dentro noi stessi per trasformare il disordine e il dolore di questo mondo nella bellezza di una foresta di montagna.


WebRoll

  • The Edinburgh Journal of Gadda Studies

  • faggi2bis Faggi3bis faggi6tris faggi4

    faggi7bis

    venerdì 28 marzo 2008

    LE SCULTURE DELLA NEVE / DIE SCHNEESKULPTUREN

    sculture neve bis



    Neve che turbini in alto e avvolgi
    le cose di un tacito manto.
    neve che cadi dall'alto e noi copri
    coprici ancora,all'infinito...

    Dal cielo tutti gli Angeli
    videro i campi brulli
    senza fronde né fiori
    e lessero nel cuore dei fanciulli
    che amano le cose bianche.
    Scossero le ali stanche di volare
    e allora discese lieve lieve
    la fiorita neve.

    (Brani di poesie da U. Saba)


    sculture neve 2pino