LE MONTAGNE E IL SILENZIO / DIE BERGE UND DIE STILLE
La frenesia che permia la nostra società obbliga, sempre più spesso, a interporre pause nel fluire della vita. Benchè non avverta la necessità di apportare cambiamenti radicali alla mia esistenza, è forte in me il desiderio di creare dei momenti di distacco dalla realtà quotidiana. Credo che questa esigenza sia un elemento comune a tanti di noi. Ciascuno la trasforma poi nella propria dimensione, con l'intensità e la frequenza che ritiene più opportuna. Per me è il silenzio e il camminare in montagna. Perchè è un viaggiare sia con le gambe che, soprattutto, con la mente. Non è solo un errare onirico senza meta all'interno dei propri pensieri ma è, al contempo, una recherche e uno streben. E' la capacità di andare continuamente oltre se stessi, per ritemprarsi e ritrovare il rapporto con gli altri. Questa è la vetta, lo spirito eterno, a cui tendere; la montagna indica sempre una direzione di marcia preferenziale. Si può ed è bene andare in compagnia: rimane comunque una esperienza individuale. Ammalati dal rumore di questa società occorre fermarsi, per camminare e guarire, ascoltando la potente voce del silenzio.
Ecco, di nuovo ?
Risali con passo ansimante
la strada su per il monte.
Coraggio dunque, suvvia!
Avanti, senza timore!
Alta, magnifica, ampia
la vista che domina il mondo
Da montagna a montagna
trascorre lo spirito eterno,
presago di eterna vita.
Den eratmenden Schritt
Mühsam Berg hinauf.
Auf denn ! nicht träge denn !
Strebend und hoffend an!
Weit, hoch, herrlich der Blick
Rings ins Leben hinein,
Vom Gebürg zum Gebürg,
ber der ewige Geist,
Ewigen Lebens ahndevoll.
(J.W. Goethe)

