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venerdì 29 febbraio 2008

LE MONTAGNE E IL SILENZIO / DIE BERGE UND DIE STILLE

Siusi


La frenesia che permia la nostra società obbliga, sempre più spesso, a interporre pause nel fluire della vita. Benchè non avverta la necessità di apportare cambiamenti radicali alla mia esistenza, è forte in me il desiderio di creare dei momenti di distacco dalla realtà quotidiana. Credo che questa esigenza sia un elemento comune a tanti di noi. Ciascuno la trasforma poi nella propria dimensione, con l'intensità e la frequenza che ritiene più opportuna. Per me è il silenzio e il camminare in montagna. Perchè è un viaggiare sia con le gambe che, soprattutto, con la mente. Non è solo un errare onirico senza meta all'interno dei propri pensieri ma è, al contempo, una recherche e uno streben. E' la capacità di andare continuamente oltre se stessi, per ritemprarsi e ritrovare il rapporto con gli altri. Questa è la vetta, lo spirito eterno, a cui tendere; la montagna indica sempre una direzione di marcia preferenziale. Si può ed è bene andare in compagnia: rimane comunque una esperienza individuale. Ammalati dal rumore di questa società occorre fermarsi, per camminare e guarire, ascoltando la potente voce del silenzio.

Ecco, di nuovo ?
Risali con passo ansimante
la strada su per il monte.
Coraggio dunque, suvvia!
Avanti, senza timore!

Alta, magnifica, ampia
la vista che domina il mondo
Da montagna a montagna
trascorre lo spirito eterno,
presago di eterna vita.


Nun schon wieder ?
Den eratmenden Schritt
Mühsam Berg hinauf.
Auf denn ! nicht träge denn !
Strebend und hoffend an!

Weit, hoch, herrlich der Blick
Rings ins Leben hinein,
Vom Gebürg zum Gebürg,
ber der ewige Geist,
Ewigen Lebens ahndevoll.

(J.W. Goethe)

sabato 24 novembre 2007

IN CAMMINO / AUF WANDERUNG

In cammino


E quando fui salito sulle nuvole
in alto alla montagna in arie chiare, si fece la mia vita,
il mio occhio che scruta e il cuore che batte,
un feudo inestimabile che io detenevo con gratitudine
senza essere per questo possessore
del suo valore e della sua bellezza che perciò non passa.
Ed aleggiò sulla mia fronte,
lieve, la fredda brezza delle cime.
(H. Hesse)



Und da ich über Wolken hoch am Berg
In leichten Lüften schritt, war mir mein Leben,
Mein schauend Auge und mein schlagend Herz
Ein köstlich Lehen, das ich dankbar trug,
Doch dessen Wert und Schönheit mir nicht eignet
Und darum nicht vergeht.
Und leise flog
Die kühle Höhenluft mir um die Stirn.
(H. Hesse)

vette