sabato 5 aprile 2008

IL BOSCO, LA NEBBIA E IL WANDERER / DER WALD, DER NEBEL UND DER WANDERER

bosco con nebbia



Il viaggiatore nella corrente mentalità della nostra odierna società è colui che si sposta da un punto all'altro avendo ben chiare nella mente le stazioni di partenza e di arrivo. Il viaggio costituisce un ritardo nel raggiungimento della meta finale e si cerca di accorciarlo in ogni modo, utilizzando mezzi di trasporto sempre più veloci, come aerei o altro.
Completamente diverso è invece il significato del Wanderung, nell'accezione che il romanticismo tedesco da' a questo termine. Il Wanderer è un essere umano che va alla ricerca di sé stesso con un impeto di libertà irrinunciabile nell'andare oltre. Cammina con incedere lento e silente, usualmente a piedi. Ciò non implica che sempre e comunque debba fisicamente muovere le sue gambe. Partecipa dello stupore e della meraviglia di chi si inoltra nella
natura e si trova in sintonia con essa.
Nel mondo romantico un Wanderung di particolare importanza è quello del viaggio invernale, il Winterreise. La monotonia del paesaggio innevato, il freddo e la fatica di arranca nel gelo sono allegorie del senso di solitudine, dello sgomento che ne deriva e, più in generale, del dolore che accompagna l'esistenza di questa vita. Goethe descrive questi stati di animo nel celebre Viaggio invernale nello Harz, Harzreise im Winter,

Nella macchia il sentiero si perde,
dietro i suoi passi
si chiudono di colpo gli arbusti,
si rialzano l'erbe,
l'inghiotte la solitudine


Im Gebüsch verliert sich der Pfad.
Hinter ihm schlagen
Die Sträuche zusammen,
Das Gras steht wieder auf,
Die Öde verschlingt ihn.


questo smarrimento si può superare comprendendo che l'uomo è un animale sociale, che può realizzarsi totalmente solo vivendo nella collettività. Faust riscatta la propria anima anche perché ha sviluppato un senso di solidarietà e di fratellanza nei confronti dei propri simili. Il Wanderung diventa quindi uno sviamento per ritrovare il giusto cammino, una ricerca di solitudine per espandere le proprie potenzialità verso gli altri, per iniziare un dialogo.

Il navigatore su Internet è un Wanderer a tutti gli effetti, che traccia una rotta all'interno della propria testa attraverso la Rete. Bloggare è un atto per stabilire un contatto con il prossimo, un bagno virtuale dentro una comunità interattiva. Al contempo è anche un passaggio verso il mondo reale, perchè solo al caldo respiro dell'umanità le nostre aspirazioni possono attuarsi.

Ogni giorno io esco, sempre in cerca di altro,
A lungo ho chiesto consiglio a tutti i sentieri del luogo

Täglich geh’ ich heraus, und such’ ein Anderes immer,
Habe längst sie befragt alle die Pfade des Lands


(da F. Hölderlin)


Bosco con nebbia 2


Bosco con la nebbia 3

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco perchè amo Goethe e il romanticismo! Bellissima riflessione e aggancio perfetto con il blog: effettivamente io, quando navigo nella rete e con la mente, sento meno la limitazione del movimento. ;-)***

Silenzi d'Alpe ha detto...

@Princy60. Da quando ho scoperto che il piacere erratico di vagare i boschi e navigare sulla rete sono solo due diversi aspetti della stessa realtà la mia vita è cambiata. Goethe ci ha lasciato una straordinaria eredità che dobbiamo trasmettere ai nostri figli: la capacità di sintesi. La nostra società spinge sempre di più la dimensione analitica, in cui gli esseri umani conoscono in maniera specialistica piccoli pezzetti senza visione d'insieme. Siccome la sintesi nasce dalla fusione di elementi contrapposti, si capisce perchè solo chi erra traccia la propria strada, perchè colui che rimane spazialmente immobile può andare più lontano di tutti. E' questa l'essenza del Wanderung (che io non so come tradurre in italiano in maniera compresibile). ciao a presto

Guido ha detto...

E' si viaggiare vuol dire veramente tante cose.Oggi abbiamo molto a disposizione, però anche in passato con molto meno, tanti hanno viaggiato. A piedi con lentezza. Pensavo sabato mentre salivo con gli sci, quanta gente nei secoli passati ha valicato a piedi il passo dello Spluga, a volte per portare le loro bestie da Monaco a Ca' San Marco, dove si radunavano su degli alpeggi, diversi migliaia di animali provenienti dall'Italia, Svizzera e Germania. Il viaggio della vita. Un anno, per muoverti a piedi in sintonia con il mondo che ti circonda. Ma c'era anche chi non si è mai mosso dal suo paese eppure ha viaggiato lo stesso, con la fantasia, con il cuore, con la mente.
Ciao Guido

Silenzi d'Alpe ha detto...

@Guido. Condivido quanto dici. La vita contadina in passato era anche molto dura, e il fatto che oggi queste asprezze siano quasi del tutto scomparse è un fatto positivo. Però siamo andati troppo oltre e si è perduto il senso di molte cose. Occorre recuperare camminando con lentezza, prima di tutto con il cuore, poi con le gambe, con la fantasia o, se è possibile, con entrambe.

ciao a presto