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sabato 8 dicembre 2007

I PASCOLI E IL CIELO: I SILENZI DELL'ALPE DI SIUSI

I Pascoli e il Cielo: i Silenzi dell'Alpe di Siusi
Weiden und Himmel: die Stille der Seiser Alm

lunedì 23 luglio 2007

RITORNO ALL´ALPE

L´Alpe come appariva oggi alle 5.30. Sullo sfondo il rifugio del Sasso Piatto

Ecco le rocce, strati su strati, monumenti di tenacia solitaria che consolano il cuore degli uomini. E dolce mi è sembrato il mio destino fuggitivo al fascino dei lontani miraggi di ventura che ancora arridono dai monti azzurri: e a udire il sussurrare dell'acqua sotto le nude rocce, fresca ancora delle profondità della terra. Così conosco una musica dolce nel mio ricordo senza ricordarmene neppure una nota: so che si chiama la partenza o il ritorno. (Dino Campana Canti orfici II - Ritorno)


venerdì 13 luglio 2007

LA SAGRA CONTADINA DI SCHLERNBÖDELE



Ecco un breve video girato pochi giorni fa dove l'immediatezza delle immagini, la tradizione contadina, i turisti e i curiosi fra una pinta di birra e la frescura degli ombrelloni si fondono e si confondono nello scenario incantato dell’Alpe di Siusi.

giovedì 21 giugno 2007

MEMORIE D'ESTATE



Nell’alternarsi fra foschia e calura di questo mese di giugno è dolce ricordare i momenti belli della passata estate, sapendo che fra poco torneranno. Ecco quindi un medley ricco di sensazioni, di emozioni, di “zolle di memoria” collettive che abbiamo vissuto e che condividiamo insieme perché

Occorrono troppe vite per farne una (da L’Estate di E. Montale)


sabato 16 giugno 2007

L'ALBA FRA GLI ULIVI



Sono le 5.30 della mattina, non ho più sonno ed esco dalla mia casa in Maremma per fare una passeggiata. Lascio alle mie spalle il silenzio umano di chi sta ancora dormendo, entro nel giardino accompagnato dal canto degli uccelli che volano nel cielo ancora grigio. Pochi metri e sono nell’uliveto: scelgo un albero e comincio ad arrampicarmi. Durante la mia piccola scalata, scorgo, abbarbicata su di un ramo con la testa puntata verso l’alto, una chiocciola. Arrivo a mezza via mentre uno stormo di uccelli vola sopra di noi e in lontananza sento il verso breve e schioccante di una coppia di tortore. Controllo le olive appena nate: piccole e verdissime. Nulla di più variabile e incognito della produzione dell’olio: la quantità e la resa delle olive cambiano in maniera considerevole da un anno con l’altro. – Non è mica grano ! – così mi disse, tanti anni fa, un contadino. E’ curioso o forse emblematico che proprio una delle più antiche coltivazioni dell’uomo sia anche fra le più incerte. Proseguo e giungo là dove capacità e peso mi consentono di arrivare. Ho la testa che sporge da un mare di foglie diritte e tese verso il sole; tutto diventa deserto e silenzio turbato soltanto ad intervalli dal fruscìo di un’ondeggiante brezza. Per qualche minuto, incantato dal meraviglioso spettacolo che mi stava dinanzi, non so fare altro che guardare attonito in giro, senza distinguere nulla di definito nel largo e verde orizzonte, finché, una gazza si posa su di un palo della staccionata e gracchia con la sua voce stridula. Rispondo cercando di imitarla; lei allora salta sul palo successivo e ripete il suo verso. Continuo e ancora l’animale compie lo stesso gesto: ci ho preso gusto a questo gioco, vado avanti. Questa volta, dopo un piccolo tentennamento, vola via. Un paio di metri sotto la chiocciola non smette di salire: chissà perché lo fa, d'altronde, se mi facesse la stessa domanda, non saprei risponderle. Le dita rosa dell’alba colorano di azzurro il cielo. In basso con passo felpato arriva un gatto. Mi guarda perplesso: per una volta i ruoli sono invertiti, io su lui giù. Si allontana e io, per continuare il gioco delle parti, lo seguo. Giunto davanti ad una pianta di gelso si arrampica velocemente. Qui l’intento è chiaro: l’albero è pieno di frutti maturi, sarà il mio compito del pomeriggio, e degli uccellini stanno banchettando allegramente. Di grande appetito ma furbi, proseguono il loro pasto rimanendo sulla corona esterna, là dove non reggerebbe neanche il debole peso di un gatto. Lui lo sa, loro lo sanno: dopo qualche tentativo in varie direzioni, il felino abbandona la caccia e scompare dietro una siepe. Una luce si accende dentro la casa. L’idillio soave è finito: inizia un’altra giornata eccellente ed equa.


(Le parole in corsivo sono tratte da
Le Veglie di Neri di Renato Fucini)













martedì 12 giugno 2007

VOCI DEI SILENZI D'ALPE

Video girato con il cellulare domenica scorsa


Superato il basso bosco di castel Hauenstein, visitato dagli uccellini…. raggiungiamo le cascate d’acqua, verso la malga Prossliner, dove i tronchi dello Sciliar vengono portati a valle dall’irruente latte delle nevi.

giovedì 31 maggio 2007

IL SILENZIO DEGLI ELEMENTI


E’ stato detto che le montagne sono il teatro di guerra del silenzioso e tremendo scontro fra le terre dei continenti. Monti rocciosi sorsero ruggendo e crepitando finché, nell’ascesa senza meta, si spezzarono in cima; le vette e le creste così create furono poi forgiate da venti impetuosi. Durante questa lentissima ma incessante metamorfosi, brevi ma non meno drammatici eventi, i terremoti, mutarono il corpo tormentato della terra: le rocce respinte e spaccate affondarono nei morbidi prati delle valli.

Un'altra lunga e taciturna battaglia fra elementi è stata combattuta proprio da queste parti, alle pendici dell’Etna. Il fuoco della lava e le gelide acque dei monti Nebrodi hanno prodotto uno capolavoro di impressionante bellezza: le Gole dell’Alcantara. Camminando, le pareti si ergono maestose una di fronte all'altra e si stringono attorno a guizzanti lingue d’acqua che sbucano all’improvviso, gorgogliando. Le straordinarie geometrie modellate sulle colonne di basalto delle gole creano forme prismatiche regolari o strane figure che giocano con la luce mentre si inseguono verso il cielo.
Guardando la magia di questo spettacolo si trova tutto ciò che sembra creato sulla terra per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia (G. de Maupassant)


Le Gole dell'Alcantara come appaiono nell'ultimo giorno di aprile 2007







sabato 26 maggio 2007

LA DANZA DELLE GINESTRE



Tempo fa ho sognato di passeggiare fra i campi di una immaginaria campagna circondato dal giallo intenso di ginestre fulgenti e di giganteschi finocchi selvatici. Anche l’aria, gonfia del polline di queste piante appariva sfocata da uno straordinario color zafferano. Ad un tratto mi accorgo che le ginestre, accompagnate dal mormorio silenzioso di un dolce vento, iniziano ad ondeggiare lievemente. Poi sempre più velocemente, scatenandosi in quella che sembra una frenetica danza. Estraggo una telecamera e mi avvicino con l’intenzione di riprendere qualche scena. Ma queste smettono subito; mi sento osservato come un visitatore molesto la cui presenza è un oltraggio alla sacralità del rito. Allora mi metto in ginocchio e attendo pazientemente che la danza riparta.




… su le ginestre fulgenti di fiori accolti, … (G. D’Annunzio)





mercoledì 23 maggio 2007

L'IMPORTANZA DELL'ACQUA


Salendo nel bosco profumato e scendendo a strapiombo sul mare vociante, le onde sembrano sussurrarmi le sapienti parole di Bachelard: nei giorni felici della vita, l’acqua è bevanda e filtro, sostanza della vita, latte della terra, elemento della poesia universale”.

Foto scattate al Conero domenica scorsa




lunedì 7 maggio 2007

LE GENZIANE DELL'ALPE DI SIUSI



Tra un manto di neve floreale e una celeste goccia di genziana, mi risuonano i versi di G. D’Annunzio:


“ O Glauco, noi facemmo della Terra
la nostra donna ed ogni più segreta
grazia n'avemmo per virtù d'amore.
Come il Sole entri nella Libra eguale, ti condurrò sui monti della Pieve di Camaiore, e alla Tambura, e ai fonti
del Frigido, e lungh'essa la Freddanadietro Forci, e nell'Alpe di Soraggio,
ché tu veda fiorir la genziana.”


SCAMPAGNATA AL MONTE SORATTE


Per questa scampagnata domenicale, chiamiamola pure un piccolo allenamento, siamo andati nell'alto Lazio, al Monte Soratte. Passeggiamo per dei fitti e bellissimi boschi di lecci fino ad arrivare all'Eremo di San Silvestro, costruito nel VI secolo sui sui resti di un tempio di Apollo e dove pare che Papa Silvestro I si ritirò per sfuggire alle persecuzioni dell'epoca contro i cristiani. Mentre guardiamo dalla vetta i placidi paesi sottostanti, tre diversi temporali brontolano minacciosi. Parlando del Monte Soratte il riferimento alla famosa poesia di Orazio sembra d'obbligo. Eccone alcuni passi, presi come spunto di riflessione della giornata.

Vedi come il Soratte s'innalza bianco di neve né i boschi affaticato ormai sostengono il peso della neve e i fiumi si sono fermati per il forte gelo

Allontana il freddo mettendo in abbondanza la legna sul fuoco e versa più copiosamente il vino invecchiato quattro anni dall'anfora sabina a due braccia, o Taliarco...

Smettila di chiederti cosa succederà domani, e qualunque giorno la Sorte ti darà consideralo come guadagno e non lasciarti sfuggire, o ragazzo, né i dolci amori né le danze, finché la vecchiaia brontolona è lontana dalla tua verde età.



All'entrata dell'Eremo di San Silvestro

Alle spalle dell'Eremo sul fronte di uno dei temporali


Il Bosco a mezza via


domenica 25 marzo 2007

SCHERZI DI NATURA

La novella erika tra la tardiva neve

Fiore sacro e magico, l’erica spicca tra chiazze di neve alle falde dell’Alpe. Amata da Venere rende l’amore ardente di chi l’ammira, e siamo in molti ad amare i suoi influssi vitali, non vi pare?



Incubo sotto lo Sciliar


L’immagine richiama le parole di Cassiodoro (512) all’eruzione del Vesuvio: "vola (...) una cenere bruciata che, dopo aver formato delle nuvole pulvirolente, piove con gocce di polvere. (...). E' possibile vedere fiumi di cenere scorrere come liquidi fluenti che trascinano sabbie calde (...) e il dorso dei campi si gonfiano all'improvviso fino a raggiungere le cime degli alberi."


Foto dallo Sciliar scattate questo pomeriggio

lunedì 12 marzo 2007

LA CASA NEL BOSCO



Riceviamo da Giorgio e pubblichiamo volentieri questa foto, da lui intitolata la mia casa isolata nel bosco.

Una scultura nel silenzio dei rami e degli alberi di un piccolo bosco.

domenica 4 marzo 2007

PRIMAVERA



Leggiamo da le “Stagioni “ di Mario Rigoni Stern: “A marzo nelle ore più calde del mattino, la maestra Elisa invita Matteo ad aprire le finestre e la primavera arrivava gonfiando le tende come vele. Ma quando finisce l’inverno?...”

sabato 24 febbraio 2007

GUARIRE NELLA VIA DEI SILENZI


Scrive Raimon Panikkar: «L’uomo moderno non sa più stare solo, né sopporta il silenzio. Nell’immensa solitudine cui la vita frenetica, il progresso e anche l’architettura contemporanea lo costringono, egli cerca nervosamente la folla e tenta di affogare il proprio sgomento immergendosi in rumori di ogni sorta.» Finisce così con l’ammalarsi di fobia del silenzio. Per apprendere ad amare il silenzio abbiamo ideato lo smarrimento\ritrovamento del camminare nei Silenzi d’Alpe.

domenica 28 gennaio 2007

FOTO DI OGGI POMERIGGIO DALL'ALPE DI SIUSI




































































SI COMINCIA.... CON FRANCESCO... A RICORDARE L'OGGI !

SCILIAR DI IERI, SCILIAR DI OGGI

I numerosi commenti a questo Blog, appena nato, hanno già fornito tante chiavi di lettura e spunti discussione ! Uno dei temi più vivacemente dibattuti è stato quello della difficoltà di rapporto che esiste fra l’ambiente e l’uomo, che non sempre accetta le sue condizioni, il solleone, o che vuole stravolgere, i cannoni di neve. Vorrei lanciare una sorta di invito a sottoporre immagini dello “Sciliar di ieri e di oggi” con la speranza di documentare, per comparazione, i paesaggi (mucche e cavalli, prati, malghe e boschi) odierni non così significativamente cambiati. In sintesi, vi propongo ... una riflessione sulla memoria e sulla necessità di trasformarsi nel rispetto di ciò che ci circonda.




PRIMA GITA


Quando sono tornato

Ho trovato
Generazioni di erbe

Che non mi conoscono



Da“ora di andare, poesie di montagna” (1972) di Mario Perucca



Segnalateci link oppure lasciate le vs immagini a silenzidalpe@gmail.com. Le più belle e significative (e senza problemi… di copyright) cercheremo di pubblicarle.