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martedì 23 settembre 2008

CAMMINANDO IN MONTAGNA IN AUTUNNO

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Due occhi verde smeraldo scrutano il cielo del Parco Nazionale del Triglav (Slovenia)

Settembre è un mese perfetto per chi ama salire sulle montagne ed immergersi nelle profondità dei silenzi alpini. Lasciandosi alle spalle il chiasso agostano, le valli tornano infatti nel loro stato perpetuo di quiete e di tranquillità. Le giornate sono spesso assolate, la temperatura è fresca.
Chi vive nel frastuono delle nostro tempo cerca freneticamente e disperatamente degli angoli di silenzio dove appigliare la propria anima, come un naufrago in una tempesta. In montagna il silenzio è una condizione naturale. La voce non è più uno strumento esistenziale di comunicazione così necessario; la si può utilizzare molto meno perchè qui parole e cose già coincidono.

Questa volta camminiamo per raggiungere la Valle dei Sette Laghi, nel cuore del Parco Nazionale del Triglav in Slovenia. Non ci sono funivie seggiovie, cabinovie: gli unici mezzi meccanici disponibili sono quelli di una volta, le gambe. La salita inizia a circa 600 metri s.l.m. Partiamo di buon'ora avvolti in una dolce e fitta nebbia. Bastano poche centinaia di metri, come a bordo di un immaginario aereo, per vedere l’azzurro del cielo che annuncia l’arrivo di una bellissima giornata, mentre in basso le nubi si addensano sul lago di Bohinj.

nebbia del mattino

L’aria frizzante del mattino, il desiderio di vedere questi laghi alpini tanto decantati ci spinge a tenere un buon passo: copriamo il dislivello in altezza, circa 1500 metri, in 3 ore e mezzo. Ed eccoli apparire uno dopo l’altro in una sequenza di immagini straordinarie, che mozzano il fiato, che lasciano senza parole. Il primo è il Lago Nero, così chiamato per la presenza di minerali ferrosi sul fondo. Più in alto due occhi color smeraldo scrutano il cielo, poi ancora una serie di specchi d'acqua di un intenso blu cobalto. Raggiungiamo e oltrepassiamo la vetta del Ticarica, ora camminando in cresta, ora scollinando quà e là. Il Triglav (letteralmente Tre Teste) mostra qualcuno dei suoi volti, per poi nascondersi, come un gigante indispettito, dentro una fitta nebbia. Il panorama è davvero spettacolare: da una parte uno strapiombo di oltre 1000 metri verso il lago di Bohinj dall'altra i boschi ammantati dall'umile splendore dell'autunno.
Il resto è silenzio.

Dati
Dislivello complessivo in salita: 1800 metri
Difficoltà: sentieri EE (Escursionista Esperto) con qualche semplice passaggio in corda fissa.
Tempo impiegato: 10 ore

Grazie ai nostri amici in Slovenia per il loro caldo benvenuto , ad Alpinsport per il supporto locale ed avere guidato i nostri passi in questi luoghi incantevoli.


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La via verso i Sette Laghi

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Sullo sfondo il Triglav avvolto fra le nebbie

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Funghi: giganti (sopra), amanita muscaria (sotto)

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venerdì 18 aprile 2008

INTO THE WATERFALL / IM HERZ DER WASSERFALL

Nelle vicinanze di Sciaffusa il Reno offre uno spettacolo imponente: le più grandi cascate d'Europa. Con un'ampiezza di 150 m e un'altezza di 23 m, la portata dell'acqua che piomba oltre le rocce è di 700 m3/sec.

Der Rheinfall in Schaffhausen ist der grösste Wasserfall Europas. Über eine Breite von 150 m und eine Höhe von 23 m stürzen bei mittlerer
Wasserführung des Rheins 700 Kubikmeter Wasser pro Sekunde über die Felsen.


Ecco un audace brivido compiuto in tutta sicurezza. La violenza selvaggia di milioni di litri d'acqua si trasforma, a pochi metri di distanza, in una carezza di vapore.


Am Rheinfall

Halte dein Herz, o Wanderer, fest in gewaltigen Händen!
Mir entstürzte vor Lust zitternd das meinige fast.
Rastlos donnernde Massen auf donnernde Massen geworfen,
Ohr und Auge wohin retten sie sich im Tumult?
Wahrlich, den eigenen Wutschrei hörete nicht der Gigant hier,
Läg' er, vom Himmel gestürzt, unten am Felsen gekrümmt!
Rosse der Götter, im Schwung, eins über dem Rücken des andern,
Stürmen herunter und streun silberne Mähnen umher;
Herrliche Leiber, unzählbare, folgen sich, nimmer dieselben,
Ewig dieselbigen - wer wartet das Ende wohl aus?
Angst umzieht dir den Busen mit eins und, wie du es denkest,
Über das Haupt stürzt dir krachend das Himmelgewölb'!

( von E. Mörike)


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giovedì 13 dicembre 2007

L'ALBA A PETRA

Alba a Petra

L'alba a Petra

Anche qui le dita rosa dell'alba
tingono il cielo di azzurro.
Silenzi
e la magia di un colore
così diverso, così uguale
alle nostre Dolomiti.

sabato 29 settembre 2007

PARTE UN ALTRO BLOG


Ciò che intraprendo è insensato e non avrà nessun successo. Che importa ! Bisogna scrivere innanzitutto per sé. E’ la sola possibilità di fare bene. (G. Flaubert)

Questo nuovo Blog vuole allargare l'orizzonte delle riflessioni sul valore del silenzio. Dagli incanti delle montagne dei Silenzi d’Alpe ai contesti più propri della nostra vita quotidiana, il cui ritmo frenetico e fragoroso spesso opprime lo sviluppo dell’individualità.

Ci vediamo anche su


http://insilenzioviaggiando.blogspot.com/


giovedì 31 maggio 2007

IL SILENZIO DEGLI ELEMENTI


E’ stato detto che le montagne sono il teatro di guerra del silenzioso e tremendo scontro fra le terre dei continenti. Monti rocciosi sorsero ruggendo e crepitando finché, nell’ascesa senza meta, si spezzarono in cima; le vette e le creste così create furono poi forgiate da venti impetuosi. Durante questa lentissima ma incessante metamorfosi, brevi ma non meno drammatici eventi, i terremoti, mutarono il corpo tormentato della terra: le rocce respinte e spaccate affondarono nei morbidi prati delle valli.

Un'altra lunga e taciturna battaglia fra elementi è stata combattuta proprio da queste parti, alle pendici dell’Etna. Il fuoco della lava e le gelide acque dei monti Nebrodi hanno prodotto uno capolavoro di impressionante bellezza: le Gole dell’Alcantara. Camminando, le pareti si ergono maestose una di fronte all'altra e si stringono attorno a guizzanti lingue d’acqua che sbucano all’improvviso, gorgogliando. Le straordinarie geometrie modellate sulle colonne di basalto delle gole creano forme prismatiche regolari o strane figure che giocano con la luce mentre si inseguono verso il cielo.
Guardando la magia di questo spettacolo si trova tutto ciò che sembra creato sulla terra per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia (G. de Maupassant)


Le Gole dell'Alcantara come appaiono nell'ultimo giorno di aprile 2007







mercoledì 23 maggio 2007

L'IMPORTANZA DELL'ACQUA


Salendo nel bosco profumato e scendendo a strapiombo sul mare vociante, le onde sembrano sussurrarmi le sapienti parole di Bachelard: nei giorni felici della vita, l’acqua è bevanda e filtro, sostanza della vita, latte della terra, elemento della poesia universale”.

Foto scattate al Conero domenica scorsa




sabato 28 aprile 2007

VIAGGIO ALLA BOCCA DELL’INFERNO … O DEL PARADISO ?

Come apparivano questa mattina i crateri sommitali dell'Etna poco sopra la "casa di Empedocle" alla quota di circa 2900 metri


Un leggenda narra che Empedocle, filosofo greco, si gettò nel cratere dell’Etna per accreditare, con la sua sparizione, la voce che fosse stato assunto fra gli dei e, come il cratere stesso, espellendo uno dei suoi sandali bronzei, avesse palesato la verità. Il Mungibeddu, nomignolo di derivazione araba, o più semplicemente, "a muntagna" come viene chiamato qui in Sicilia, dopo i capricci climatici di ieri, oggi ci regala a sprazzi dei meravigliosi squarci di azzurro, visibili però solo a partire dai tremila metri. Raggiungiamo i crateri della spaventevole eruzione del 2002 (chi voglia vedere o ricordare i suoi effetti spettacolari può trovare una antologia di video su Youtube ).



Mentre camminiamo ogni piccola accelerazione fa balzare il petto in gola per la gioia di essere qui e per l’altitudine. Un vento gelido spazza l’orlo del cratere; eppure se provi a sederti il caldo delle rocce ti fa sentire come accoccolato su di una gigantesca Stube tirolese. Questa montagna, così diversa da quelle a cui siamo abituati, non dorme. Senti il suo sangue pulsare sotto i piedi: è un paradiso con il sapore dell’inferno. In punta di scarponi ed in silenzio ci avviciniamo ad una delle bocche ancora attive di questo vulcano, ormai ridotta ad una parvenza di quello che fu.











venerdì 30 marzo 2007

THE SILENT CITY


Nell'errabondare che ogni tanto accompagna la mia vita sono nell'antica capitale di Malta, Mdina. Quest'ultima, che in arabo significa semplicemente "città", mostra pregevoli facciate sia barocche che medioevali di palazzi e chiese, e un intrigante nomignolo: "The Silent City". Chiedo spiegazioni e i miei gentili ospiti rispondono che da sempre, a loro ricordo, è considerata la città silente. La regola del silenzio, imposta nei numerosi conventi disseminati al suo interno, qui vige anche all'esterno. Le macchine non possono entrare a Mdina, nemmeno in occasione di matrimoni e funerali, con l'eccezione di un limitatissimo traffico dei pochi residenti. Girando per i suoi stretti vicoli, ancora lontani dal frastuono estivo, tendo l'orecchio e ascolto i grilli cantare. Mi sento avvolgere da un senso rurale di pace così simile e pur tuttavia così diverso dai nostri silenzi alpini. Questa stridente e non risoluta contraddizione, mentre cammino, mi fa ritornare alla mente un celebre verso di Ungaretti: "Vivo di questa gioia e soffro per non saperla accendere nelle mie parole”

Foto scattate questo pomeriggio nella Silent City e nel silenzio della natura di Gozo e Comino